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THE LAST SHIP al Theatre Royal Drury Lane

Stuart King 1 Ottobre 2026 alle 21:58

Come omaggio ai costruttori navali di Wallsend, la città della sua giovinezza, Sting, ex membro dei The Police e da quarant'anni artista solista, ha creato THE LAST SHIP, che ha debuttato ufficialmente mercoledì sera al Theatre Royal Drury Lane.

The Last Ship al Theatre Royal Drury LaneThe Last Ship al Theatre Royal Drury Lane. Foto di Nienke de Groot.

Con quello che il programma di sala definisce «un nuovo libretto di Barney Norris, da un libretto di Lorne Campbell, basato su un libretto originale di John Logan e Brian Yorkey», il musical mette in risalto la musica e i testi di Sting in una storia ruvida, nordica, ambientata nei cantieri navali. Siamo negli anni di Thatcher: il futuro degli operai sindacalizzati del cantiere è appeso a un filo (e sembra destinato a seguire la sorte di minatori e siderurgici), mentre gli abitanti si sono abituati alla stabilità e alla routine di costruire navi e vararle sul Tyne. Con i lavori in ritardo sulla tabella di marcia, la Utopia potrebbe essere l'ultima, perché i ritardi hanno attirato l'attenzione della ministra conservatrice che assegna gli appalti pubblici. Ha deciso di cancellare tutti gli ordini futuri: è arrivato il momento di rimettere in riga gli operai. Il pubblico italiano conosce Sting anche come toscano d'adozione, con la sua tenuta Il Palagio vicino a Firenze; qui, però, l'artista torna alle sue radici operaie nel nord-est dell'Inghilterra.

Di ritorno nella città che ha lasciato diciassette anni prima, Gideon (Declan Bennett) è in licenza dai Royal Marines. Deve affrontare la dolorosa verità che non potrà mai riconciliarsi con il padre, morto da poco. Scopre anche che la ragazza che amava, Meg (Frances McNamee), era incinta della loro figlia Ellen (Hannah Richardson) quando lui se n'è andato, tanti anni prima. Intanto Jackie White (Sting) è la voce attorno a cui si stringono i portuali e le loro famiglie quando il cantiere rischia la chiusura. Sua moglie Peggy (Jackie Morrison) gli offre sostegno e stabilità mentre lui soccombe a poco a poco a un cancro ai polmoni, osservato costantemente dall'ombra dalla presenza incombente del Wallsend Ferryman (Shaggy la sera della prima), il traghettatore che, secondo la leggenda, accompagna le anime degli operai scomparsi.

Nonostante altri quattordici interpreti entrino ed escano per i grandi numeri corali, sono le ballate di Sting e i suoi duetti, scritti con grande finezza, a catturare l'orecchio e a dare intensità a personaggi altrimenti stoici. Eppure, malgrado tutti i bei timbri ascoltati in scena (soprattutto quelli di Bennett e McNamee), la vera star della serata è la magnifica e onnipresente proiezione dell'enorme poppa della nave in bacino di carenaggio. Cambia di continuo con il muoversi della luce, mentre gli operai lavorano le lamiere d'acciaio con le saldatrici ad arco o salgono e scendono davanti alla sua facciata titanica su travi d'acciaio che si alzano e si abbassano. Dal punto di vista registico, ha l'effetto di concentrare (o di limitare?) l'azione, costringendo tutti a recitare al centro del proscenio, ma asseconda anche i temi netti di luce e buio, bene e male, giusto e sbagliato, colpa e pentimento, che attraversano una trama semplice ma coinvolgente.

Sting non è mai stato un attore di particolare rilievo e qui viene messo in ombra dalle spavalde trovate di Shaggy e dalla sua presenza distaccata (va però detto che per il resto delle repliche il ruolo del Ferryman sarà interpretato da Lejaun Sheppard). Ma, cosa ben più degna di nota (e quanto mai appropriata), i già citati protagonisti provenienti dal teatro musicale hanno ampie occasioni per brillare e restituire freschezza al materiale del compositore. Di certo le note di When We Dance – che avrà accompagnato i cuori spezzati di milioni di persone – risuonano splendidamente nel contesto dello spettacolo.

THE LAST SHIP forse non rivoluzionerà il mondo del musical, ma ha molte frecce al suo arco ed è tutt'altro che un semplice progetto di vanità per un uomo che ha raggiunto la grandezza più volte in una carriera di successo lunga quasi 50 anni.

Con una durata di poco meno di tre ore, intervallo compreso, la produzione prosegue la sua stagione limitata al Theatre Royal Drury Lane fino al 3 ottobre.

The Last Ship a Londra

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