TO KILL A MOCKINGBIRD al Wyndham’s Theatre
Stuart King
1 Luglio 2026 alle 10:36
Il classico della letteratura americana scritto da Harper Lee alla fine degli anni Cinquanta è stato portato al cinema e più volte sulle scene, compresa questa versione firmata da Aaron Sorkin, già ampiamente lodata e affidata negli anni a diversi interpreti nel ruolo centrale di Atticus Finch, l’avvocato integerrimo di una cittadina di provincia. Per questa ripresa al Wyndham’s tocca a Richard Coyle.
Il cast di To Kill A Mockingbird. Foto di Johan Persson.
La prima cosa da dire è che la trama è quella che milioni di lettori conoscono già e si concentra soprattutto sulla seconda metà del romanzo. Durante la Grande Depressione, nella cittadina di Maycomb, in Alabama, Tom Robinson (Aaron Shosanya), padre di famiglia nero, onesto e gran lavoratore, è accusato di aver violentato una giovane donna bianca, Mayella (Evie Hargreaves), figlia di un alcolizzato violento, Bob Ewell (Oscar Pearce). Nonostante Finch presenti prove schiaccianti dell’innocenza dell’imputato e nonostante un giudice tutt’altro che ostile (Stephen Boxer), la giuria di soli bianchi lo condanna dopo che Robinson dichiara sotto giuramento di aver accettato di svolgere gratuitamente, quasi ogni giorno, i lavori che Mayella gli chiedeva perché provava pena per lei. È l’idea intollerabile che un uomo nero possa provare compassione per una donna bianca a decidere la condanna, per un reato capitale mai dimostrato.
Attorno ad Atticus, e imparando dal suo esempio a crescere giusti e gentili, ruotano la figlia Scout (Anna Munden), che fa da voce narrante, e il figlio Jem (Gabriel Scott). D’estate si aggiunge il cugino Dill Harris (Dylan Malyn), ragazzino inquieto ed esuberante, lasciato a se stesso dai genitori, che si inventa un padre ideale mai conosciuto.
Invece di trattare il processo come un’unica scena, l’allestimento passa di continuo dalla veranda di Finch — dove l’avvocato riordina i pensieri e parla, tra gli altri, con la governante Calpurnia (una Andrea Levy di splendida sobrietà) — all’aula del tribunale, con il banco dei testimoni al centro del palcoscenico. Nella strategia dell’accusa è centrale Horace Gilmer (Richard Dempsey), che incalza Tom con aggressività e disprezzo, chiamandolo di continuo «Boy».
L’insieme funziona come una riflessione sulla frattura tra il Nord vincitore e gli Stati del Sud sconfitti, e sul rancore che l’abolizione della schiavitù lasciò dietro di sé, avendo significato per molti bianchi manodopera gratuita e status di proprietari. Nell’epoca di #BlackLivesMatter, TO KILL A MOCKINGBIRD resta un promemoria salutare degli errori del passato e di quanta strada resti da fare perché il sogno americano — «vita, libertà e ricerca della felicità» — abbia senso per TUTTI i cittadini.
Lo spettacolo prosegue al Wyndham’s Theatre fino al 12 settembre e dura poco meno di tre ore, intervallo compreso.
To Kill A Mockingbird a Londra
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