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Sinatra nel West End: la storia italiana dietro la voce americana

London Box Office 11 Agosto 2026 alle 09:18

Il padre veniva da Lercara Friddi, in provincia di Palermo. La madre, Natalina «Dolly» Garaventa, da un paese dell’entroterra genovese. Il figlio, nato a Hoboken nel New Jersey nel 1915, sarebbe diventato la voce americana per eccellenza. Con SINATRA all’Aldwych Theatre, il West End racconta una storia che è anche, e profondamente, una storia italiana.

Il cast di Sinatra all’Aldwych TheatreIl cast di Sinatra all’Aldwych Theatre.

Da Lercara Friddi a Hoboken

Antonino Martino Sinatra emigrò dalla Sicilia da bambino; Dolly Garaventa arrivò dalla Liguria. Si stabilirono a Hoboken, sull’altra sponda dell’Hudson rispetto a Manhattan, in un quartiere dove l’italiano si parlava per strada e il cognome era, all’epoca, un ostacolo. È il dettaglio che spiega meglio di ogni altro il carattere del personaggio: Frank Sinatra non cambiò mai nome, in un’America in cui moltissimi artisti di origine italiana lo facevano per lavorare di più.

Dolly, ostetrica e attivista del Partito Democratico locale, è una presenza fortissima anche nello spettacolo: la madre che apre le porte, spinge, pretende. Non è un dettaglio di colore, è il motore della prima parte della carriera.

La voce e l’influenza italiana

Il modo di cantare di Sinatra deve moltissimo a una tradizione che un pubblico italiano riconosce subito: la linea legata, il fraseggio che segue il senso della frase e non la battuta, la cura maniacale del respiro. Lui stesso raccontava di aver studiato il fiato dei violinisti e dei cantanti lirici, e il risultato è un modo di porgere il testo più vicino al belcanto che al jazz vocale.

Nel repertorio ci sono poi i titoli italiani o italo-americani che ogni famiglia riconosce, e una carriera intera passata a essere insieme il ragazzo di Hoboken e l’uomo più elegante della sala.

Lo spettacolo al Teatro Aldwych

Scritto da Joe DiPietro, diretto e coreografato da Kathleen Marshall, SINATRA ripercorre la vita e la carriera attraverso più di venti canzoni, dagli anni dello swing al periodo Capitol. In scena c’è tutto: il rapporto con la madre, il matrimonio con Ava Gardner, gli anni MGM, i rapporti con la stampa e con la mala, la caduta e la rimonta dopo l’Oscar del 1954 per Da qui all’eternità.

L’Aldwych Theatre è la stessa sala che ha ospitato Tina e Beautiful: è diventata di fatto la casa londinese dei musical biografici.

Perché funziona bene per un pubblico italiano

Le canzoni le conoscete già, e sono in inglese ma cantate con una dizione da manuale: si capisce quasi tutto anche senza un inglese fluente. La struttura è cronologica e i cartelli scenici aiutano a seguire. In più c’è il piacere, tutto italiano, di riconoscere i nomi, i dialetti e le dinamiche familiari di una storia di emigrazione che assomiglia a quella di moltissime famiglie.

Se volete approfondire prima di partire, la nostra recensione dello spettacolo entra nel dettaglio della produzione e del cast.

Informazioni pratiche

L’Aldwych si trova tra Covent Garden e il Somerset House, a pochi minuti a piedi dalla stazione di Charing Cross. Conviene prenotare in anticipo per i fine settimana; le recite infrasettimanali e le matinée restano le più convenienti, e durante iniziative come la London Theatre Week il prezzo di ingresso scende sensibilmente.

Prenotate i biglietti per SINATRA all’Aldwych Theatre su London Box Office: biglietti elettronici e conferma immediata.

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